Vini spagnoli

La favorevole posizione geografica della Spagna ha favorito lo sviluppo di una cultura del vino millenaria. A confermare di questa tradizione secolare sono i dati relativi alla viticultura: con circa 1,2 milioni di ettari, la Spagna è il primo paese al mondo per superficie dedicata a vigneto, coprendo il 16% del totale mondiale e più di un terzo di quello dell'Unione Europea.

Nonostante l'estensione dei vigneti, i vini spagnoli, in termini diquantità prodotte, si collocano solo al terzo posto, dopo quelli italiani e quelli francesi. Questa scarsità di produzione è dovuta all'elevata quantità di vigneti vecchi, con produzioni piuttosto contenute, piantati in zone aride o poco fertili.

Non tutti i mali vengono per nuocere però, infatti è proprio questa varietà di suoli, abbinata alle caratteristiche ambientali favorevoli che rendono possibile la produzione di una gamma variegata di vini, che si distinguono per le qualità superiori e la spiccata personalità. E sono queste qualità particolari che hanno richiesto la tutela con una denominazione d'origine, volta a proteggere e regolare la produzione di vini spagnoli.

I vini Spagnoli: la qualità

Questa esigenza di tutela si è concretizzata nel 1932 con l'introduzione di un sistema di qualità che prende il nome di Denominación de Origen (DO), l'equivalente della DOC italiana e del sistema AOC francese. Il sistema di qualità spagnolo prevede zone delimitate di produzione, pratiche di coltivazione e di produzione vinicola, rese per ettaro, tempi minimi di maturazione prima di potere essere immessi nel mercato, oltre a indicazioni specifiche sull'etichettatura.

Le DO approvate e dotate di Consorzi di Tutela sono più di sessanta e alcune di esse hanno importanza internazionale, come ad esempio: Rioja, Jerez-Sherry, Ribera del Duero, Cava, Priorato, Penedés, Rías Baixas, Navarra e Málaga. Ad oggi circa il 50% della produzione di vini spagnoli è ascritta alla categoria DO. Le categorie di qualità per i vini Spagnoli si dividono in:

Alcune leggi vinicole spagnole determinano invece le indicazioni da apporre sulle etichette dei vini rossi e che riguardano il periodo di affinamento del vino prima di giungere sul mercato. L'affinamento dei vini rossi può avvenire in botti di legno, in bottiglia o in contenitori di acciaio. In base a queste leggi i vini rossi spagnoli si dividono in:

La produzione di vino spagnola è caraterizzata dalla quasi totale assenza di contaminazioni di uve non autoctone, cosidette "Internazionali", fenomeno che invece ha preso piede in diversi paesi del mondo. Questa "tutela" dei vitigni autoctoni ha reso ancora più unica la produzione vitivinicola iberica. Non stupisca questo fenomeno, in quanto l'enologia spagnola è ancora fortemente legata alle tradizioni antiche che passano, ad esempio, dalla pratica di affinamento in botte per lunghissimi periodi (anche vent'anni). Resta comunque da sottolineare che negli ultimi anni, i cambiamenti dei gusti dei consumatori hanno portato a modificare i processi di produzione tramite l'utilizzo di tecniche più moderne che consentono la produzione di vini più freschi e fruttati.

I vini Spagnoli: le uve

Per quanto riguarda le varietà di uve coltivate, è curioso notare come, in un paese dai tradizionali vini rossi, l'uva più diffusa sia una varietà di uva bianca, l'Airén, che viene coltivata nelle pianure centrali della Mancha, a sud di Madrid, e che porta alla produzione di vini ordinari. Per quanto riguarda, invece, le varietà a bacca rossa, l'uva più importante è certamente il Tempranillo, con il quale si producono gli imponenti vini della Rioja, mentre fra le varietà a bacca bianca troviamo l'Albariño con il quale si producono interessanti vini bianchi, e con buoni aromi, nella regione della Rías Baixas.

I vini Spagnoli: la storia

La tradizione vitivinicola spagnola è da farsi risalire a molti secoli prima di Cristo e passa dalle dominazioni di carteginesi e romani per arrivare fino ai giorni nostri. Per secoli, parlando di vini spagnoli, ci si è sempre riferiti al famoso vino di Jerez (Lo Cherry) che dal 1500 ha conosciuto un successo in continua crescita. Il Jerez era probabilmente l'unico vino Spagnolo sul quale veniva posta la maggiore attenzione: ancora verso la metà del 19° secolo diversi cronisti, palrando delle apporssimative tecniche di produzione, identificano i vini rossi spagnoli in ogni modo tranne che di qualità.

La produzione enologica spagnola subì i pesanti colpi inflitti dalla fillossera che colpì le coltivazioni alla fine del 1800, producendo danni per diversi anni avvenire e provocando l'estinzione di diverse uve autoctone spagnole. la lenta ripresa da questo dramma agriclo portò i coltivatori spagnoli alla produzione di un nuovo tipo di vino, gli spumanti metodo classico, definiti Cava che oggi ricoporno una quota importantissima nella produzione enologica Spagnola.

Un altro rallentamento nella produzione del vino spagnolo fu dovuto alla seconda guerra mondiale e alle successive vicende politiche interne. Il rilancio cominciò all'inizio degli anni ottanta quale conseguenza delle condizioni politiche stabili e dalle condizioni economiche favorevoli che favorirono nuovi investimenti nel settore da parte delle aziende vitivinicole. Negli ultimi venti anni la Spagna sta dimostrando di possedere enormi potenzialità enologiche; i suoi vini continuano ad imporsi e a farsi apprezzare ovunque nel mondo, particolarmente quelli rossi.

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